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mercoledì, 27 febbraio 2008

Sabato ho rivisto Yuri. Ho letto il bel pezzo uscito su di lui su lo Specchio de La Stampa e mi è tornato in mente questo post che scrissi tempo fa:

SPAZIANDO

In uno dei primi ricordi che ho di Yuri Beretta, io e lui camminiamo affiancati nell'area chiamata "parti comuni" del Centro Scolastico Omnicomprensivo "Parco Nord".

"Ho saputo che voi Rozzy state scrivendo delle cose. Io ho già un bel pò' di pezzi pronti", il discorso immagino andò avanti, lui era già un artista compiuto, pronto . Fatto e finito.  Avevamo 16 anni.

Io nel processo creativo dei Rozzy avevo avuto più che altro un ruolo da uditore. Non ci capivo granchè in "cose artistiche". Poi mi ricordo di un suo concerto, all'auditorium Parco Nord. Il concerto della scuola.

Cantò "Luigino". Ode o forse no all'amore omosessuale, che faceva più o meno così "appuntamenti in bar equivoci, telefonate sbagliate". Aveva di nuovo sedici anni. O forse quindici.

Poi ci furono i Genialando Minimamente, i Genialando, le vacanze, i traghetti. Ma nessuno, davvero nessuno di noi credo, avrebbe mai immaginato allora niente di niente riguardo Myspace.

Immagini tratte da www.genialando.it e http://www.myspace.com/yuriberetta

Lox era ancora vivo alle: a 10:28 | link | commenti (2) |
traccedipresenzaumana, sovraimpressioni

venerdì, 22 febbraio 2008

UOMINI ORACOLI E BANDIERE

Bandiere

Oracoli

Uomini

Lunga vita a Stefano Rampoldi. Lunga vita a Eddaponteggi. Lunga vita a dei e semidei.

Lox era ancora vivo alle: a 22:48 | link | commenti (3) |

FERMI TUTTI

 

Lox era ancora vivo alle: a 09:33 | link | commenti |

giovedì, 21 febbraio 2008

RADICALI LIBERI ?

Intesa nella notte, dai radicali sì a Veltroni.

Lox era ancora vivo alle: a 12:21 | link | commenti (2) |

lunedì, 11 febbraio 2008

FATA TURCHINA

Un po' in ritardo riparte il devemorire. Prima candidatura per il premio relativo al 2007: SERRA YILMAZ, la turca dei film di Ozpetek. E anche Ozpetek.

Immagine tratta da www.varesenews.it.

Lox era ancora vivo alle: a 17:54 | link | commenti (2) |

martedì, 05 febbraio 2008

SCACCO MATTO

Il 18 gennaio 2008 è morto Bobby Fisher, almeno cosi' si apprende dai media internazionali e cosi' sostengono le stesse autorità islandese. Ma con Bobby non si sa mai, è sempre stato un gran burlone e magari se la sta ridendo, nascosto in un qualche sperduto angolo del pianeta.
Ex campione del mondo di scacchi, considerato da molti il piu' grande genio scacchistico di sempre, Bobby Fisher da quindici anni non giocava piu', o meglio, non giocava piu' nei tornei ufficiali. Ma nel mondo scacchistico c'è quasi la certezza che giocasse ancora sui maggiori server Internet del gioco online, nascosto dietro alcuni pseudonimi dei giocatori piu' quotati.
A lungo è stato l'eroe del mondo libero contro il grande nemico sovietico, grazie alla sua leggendaria vittoria nel 1972 contro il sovietico Spassky.
Giocai in simultanea contro Spasky in una manifestazione organizzata all’Idroscalo dal comune di Milano in collaborazione col presidente socialista della Società Scacchistica Milanese, tale Pappalardo se non erro. L’Assessorato allo sport e ai giovani offrì la colazione al sacco a tutti i partecipanti. Doveva essere il 1980 supergiù.
Nel 1975 Bobby Fisher rinuncio' al titolo perché non soddisfatto delle condizioni organizzative della sfida con Karpov e praticamente spari' dalla scena pubblica. Fischer venne squalificato e perdette il titolo senza aver mosso neanche un pedone.
La sua vicenda aveva ispirato un film - Searching for Bobby Fischer (Sotto Scacco) - che racconta la storia di un giovane prodigio degli scacchi.
Negli anni '80, il suo nome apparve in firma ad un libricino di 14 pagine, in cui l'autore denunciava di essere stato torturato in un carcere dopo essere stato scambiato per un rapinatore di banche. Qualche anno dopo, l'Enciclopedia giudaica annuncio' di aver rimosso il nome di Bobby Fisher dai suoi tomi, in quanto questi aveva scritto loro di non essere ebreo, come invece era la madre.
Poi un assoluto silenzio, fino al 1992, quando Bobby Fisher sfido' l'antico rivale Spassky per la rivincita della sfida del '72. Spassky accetto' ed i due si incontrarono a Belgrado, proprio nei mesi in cui piu' aspre erano le tensioni tra la comunità internazionale ed il governo di Milosevic. La Serbia era sotto embargo totale da parte delle Nazioni Unite, e il governo statunitense intimo' a Bobby Fisher di rinunciare all'incontro. Fisher ignoro' ogni appello, gioco' e stravinse, davanti ad una platea di campioni di scacchi, incluso il nuovo campione del mondo Kasparov.
La leggenda vuole che Fisher sputò sul documento inviatogli dal Dipartimento di Stato del governo degli Stati Uniti in cui gli veniva proibito di partecipare all’incontro. Le autorità americane emisero quindi un ordine d'arresto per aver violato l'embargo internazionale, nei confronti di Fisher.
Fu l'inizio della fine. L'eroe della guerra fredda si era trasfomato, agli occhi dell'establishment statunitense, in un nemico.
In alcune trasmissioni radio Fisher, peraltro figlio di una famiglia ebraica fuggita dalla Germania denunciava una cospirazione sionista ai suoi danni.
Dopo l'11 settembre 2001, Bobby Fisher rilascio' un'intervista ad una radio filippina. Dichiaro' che era felice degli attacchi al Pentagono, che sperava in un colpo di Stato in America e nell'esecuzione sommaria di centinaia di migliaia di leader ebrei.
Nel 2004 Bobby Fisher fu arrestato in un aeroporto giapponese, mentre si stava imbarcando per le Filippine con un passaporto che gli era stato revocato.
Fisher fu incarcerato e le autorità americane ne chiesero l'estradizione che fu infine concessa. Era ormai il gennaio 2005, quando Bobby Fisher fece istanza di asilo politico all'Islanda, in un disperato tentativo di evitare l'estradizione. Fisher rinuncio' anche alla cittadinanza americana.
Le autorità islandesi, sfidando i governi americano e giapponese, accordarono infine protezione a Fisher e gli riconobbero anche la cittadinanza islandese. Bobby Fisher divenne ufficialmente un perseguitato politico, fu liberato dai giapponesi e raggiunse l'Islanda, dove la sua nuova cittadinanza lo proteggeva da qualsiasi tentativo di estradizione statunitense.
E li', in Islanda è morto, cosi' si dice. Un po' Elvis Presley, un po' Maradona, sicuramente il più grande idolo della mia infanzia.

Immagini tratte da www.euronews.it e repubblica.it

Lox era ancora vivo alle: a 14:56 | link | commenti (10) |


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