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venerdì, 28 aprile 2006

LINEE METROPOLITANE

Per uno come me che si è formato sui romanzi di Jules Verne recarsi al lavoro ogni giorno, in metropolitana, non è una necessità. È un'esigenza.  Un viaggio al centro della terra che si ripete day by day.

Immagine tratta da www.cosedaunaltromondo.it

Lox era ancora vivo alle: a 11:30 | link | commenti (4) |

giovedì, 20 aprile 2006

MINIMI SFORZI

A volte cambio registro, a volte no.

Oggi continuo a pensare ai membri del Fan Club di Raffaella Carrà e non riesco a immaginarne i volti. Immagino vecchi rubizzi, danzerini impenitenti, immagino emigranti e figli di emigranti (si sa gli italiani all'estero di questi tempi fanno la differenza), immagino ragazzine dalla faccia scura, emarginate e sognatrici, agguerrite scolarette della provincia italiana.

Immagino quelle di paese, quelle coi vestiti fuori moda e quelle troppo alla moda.

Immagino gli stranieri in Italia. Immagino le russe con i pantaloni stretti, le sudamericane coi i jeans sfumati, con i top di colori sempre accesi, immagino le vigilesse in pausa pranzo, le casalinghe depresse, gli imbianchini che fischiettano spensierati.

Poi ci sono gli studenti universitari un po' eccentrici, i gay dell'ultim'ora, i seguaci di Fabio Canino, gli irriducibili del Gay Pride, i lettori di Aldo Nove e i figli delle stelle.

Infine gli insospettabili, quelli che non lo diresti mai.

Avvocati e magistrati uniti nella celebrazione di Carramba, direttori commerciali, agenti immobiliari, professoroni, medici chirurghi e ambulanti.

E poi ci sono io che mi ci iscriverei anche al Fan Club della Raffaella Carrà, ma lo fare se fossi sicuro di non fare troppa fatica. Massimo risultato col minimo sforzo.

Immagine tratta da www.raffaellacarrafans.com

Lox era ancora vivo alle: a 13:58 | link | commenti (9) |

giovedì, 13 aprile 2006

ARRESTATELI

La mattina dopo la tragica confessione di Mario Alessi accendo il cellulare e trovo un messaggio alquanto sibillino, ma rivelatore:

"Lox, tu lo sai vero che è stata la Franzoni?"

Sono passati alcuni giorni dalla conclusione di quella storia illogica e tremenda, ma io non ho smesso di indagare e ora tutti i pezzi del puzzle sono ricomposti.

1. Mario Alessi non è Mario Alessi

2. La Franzoni è la vera colpevole, ma la vittoria di Prodi le concederà un copertura politca tale da insabbiare tutte la vicenda (non dimentichiamo che  la mamma di Cogne è cugina della Moglie del prossimo Presidente del Consiglio  Ulivista); l'arresto del presunto Provenzano a poche ore dalla fine dello scrutinio non è un caso.

3. Bernardo Provenzano non è Bernardo Provenzano.

MARIO ALESSI è in realtà BERNARDO PROVENZANO: e gli identikit lo inchiodano senza ombra di dubbio.

Immagini tratte da www.poliziadistato.it e www.panorama.it

Lox era ancora vivo alle: a 12:49 | link | commenti (17) |
fisionomie, sovraimpressioni

martedì, 11 aprile 2006

PER UN PUGNO DI VOTI
Guelfi e Ghibellini

Il momento è di quelli epocali. Se come ha detto Berlusconi si era davanti a un bivio come quello che i nostri padri e i nostri nonni si trovarono ad affrontare nel 1948, l'Italia sembra aver imboccato, pur difficoltosamente la strada giusta. O forse la meno sbagliata. Per qualche ora a tutti è sembrato che, davanti a quel bivio, si fosse seguito l'odioso cartello "TUTTE LE DIREZIONI", finendo con un tragicomico pareggio e gettando quindi l'Italia in un drammatico immobilismo istituzionale. Invece, in questo paese in cui tutto cambia per nulla cambiare, l'ancòra di salvataggio ci è stata gettata proprio dai nostri connazionali che vivono all'estero. Qualcuno di loro non ha mai neppure calpestato il suolo italiano pur avendone la nazionalità. Qualcun'altro non torna nella natia Italia da trenta o quarant'anni e ne ha quasi dimenticato l'idioma, imbastardito da cadenze spagnole, da termini tedeschi, americani, francesi; ma tant'è, un nugolo di emigranti ha salvato questo paese di Poeti, Navigatori, Inventori ed emigranti appunto, dalla più grande sbandata populista della storia della Repubblica.

Per il rotto della cuffia ci siamo salvati da altri 5 anni di oscurantismo culturale, economico, sociale. A quel bivio, all'ultimo minuto (come spesso facciamo noi italiani) abbiamo svoltato a sinistra evitando la pericolosa deriva Berlusconiana.

Il mio augurio è che questo momento segni una svolta vera nella storia politica di questo paese.

Una svolta nel ceto medio, che torni a occuparsi di politica, di cose che ci competono, di vita sociale smettendo di delegare i propri interessi a un intermediario scaltro e tenace che aveva promesso di tutelarne gli interessi.

Una svolta nella sinistra italiana, che finalmente riesca ad emanciparsi da comunisti e anti-modernisti, dalle clientele e dalle intellighentiae polverose per prendere la via delle grandi social democrazie europee.

Una svolta nella destra italiana che riesca a mandare a casa quel brigante istituzionale, dando la possibilità a tanti moderati di votare a destra senza sentirsi complici di una violazione costante della legalità.

Il compito di Romano Prodi e della zoppicante coalizione che lo sostiene è dei più impervi, rimettere in piedi questo paese con una maggioranza risicatissima, dare slancio all'economia, fiducia agli italiani, respiro alle imprese, sicurezza alle classi media e stabilità ai ceti bassi. Tutto questo mi sembra, francamente al di sopra delle possbilità del volonteroso Romano Prodi e della sua sgangherata coalizione. Ma questo è quello che di meglio siamo riusciti a guadagnarci e questo è quello che ha saputo liberarci dalla deriva Berlusconiana.

La destra, a mio avviso avrà un compito ancora più arduo: riaffermare il primato della politica sull'economia e sulla plutocrazia Forzaitaliota. In questo Fini e Casini incarnano più di molti esponenti della sinistra moderata le speranze di molti italiani.

Prodi dovrà governare un'Italia dilaniata da una campagna elettorale tenuta coi toni e i contenuti di un Reality Show e spaccata da un esito elettorale deciso sul filo di lana, ma lo dovrà fare tenendo conto che metà degli italiani non hanno votato per lui.

Si chiude una pagina importante della Nostra Italia: si chiude credo nel peggiore dei modi, nel più incerto. Ma si chiude.

Se come si dice in questi casi "tutto il male non vien per nuocere", anche Berlusconi i suoi meriti li ha avuti. E innegabili. Lui, per primo, ha tolto gli italiani dalle stanze girigie e polverose di una politica che per troppo tempo ha vissuto quasi solo sulle pachidermiche basi del compromesso storico.

Ha dettato l'agenda di priorità che prima di lui erano tali solo nelle aspettative della gente, ma quasi mai nei programmi dei partiti. Ora chi verrà dopo di lui dovrà fare il conto con le sue promesse. Un carico fiscale drammaticamente alto, una spesa pubblica gravosa, il rilancio delle grandi infrastrutture, la liberalizzazione dei mercati e dei processi, la modernizzazione della giustizia, il conflitto di interessi non a senso unico (televisioni e Berlusconismo da una parte, Cooperative e sistema clientelare dall'altro) sono tutti temi che a vario titolo sono entrati nelle esigenze politiche degli Italiani e che Prodi dovrà trasformare in un grande patrimonio riformatore.

Per assurdo, le intuizioni visionarie e le promesse mai mantenute di Berlusconi fungeranno da traccia di lavoro per molti dei governi avvenire.

A questo Governo si chiedono innanzitutto due cose: di essere un governo forte, deciso e non accondiscendente e di risolvere una volta per tutte e in maniera definitiva il conflitto d'interesse, costi quel che costi. Se poi, ottemperato questo dovere primario Romano Prodi riuscirà a rimanere in sella, tanto meglio per lui; in caso contrario avrà comunque svolto un grande servigio alla nazione, consegnadola a nuove libere e liberate elezioni, consapevole del fatto che a quel punto Fini e Casini sarebbero due ottimi interlocutori: degni, seri e capaci.

E adesso un gande in bocca al lupo a Silvio Berlusconi, perchè questo paese non sa essere troppo fedele e riconoscente coi parvenu, con quelli che senza santi in paradiso arrivano a pontificare;  a costoro l'Italia concede fulminanti ascese che terminano quasi sempre in indecorse cadute (vedi Mussolini, Craxi, Gardini, etc...).

Lox era ancora vivo alle: a 17:46 | link | commenti (19) |
dalbelpaese

lunedì, 10 aprile 2006

ULTIM'ORA LOX

Elezioni 2006, Unione in vantaggio

     
50% - 54%
50% - 54%
45% - 49%
45% - 49

 

Fi                            20     --  23
An                          10,5   --  12,5
Ccd/Cdu               5     --   7
Lega Nord            3     --   5
Dc/Nuovo Psi      0     --   2
Alt. sociale           0     --   1,5
Altri Cdl                0,6    Altri Cdl          0,5   --   2,5

TOTALE CDL         45    --   49

Uniti Ulivo            30,5   --   33,5
Rifondazione       5     --    7
Rosa nel pugno  2,5    --    4
Com. italiani        1,5    --    3
Verdi per Pace     2     --    3
Italia valori            2     --   3,5              
Udeur                    1      --   2.5      
Altri CS                  1,5   --   3

TOT. UNIONE        50    --    54

Lox era ancora vivo alle: a 16:09 | link | commenti (19) |

martedì, 04 aprile 2006

COGLIONI!

Dopo i primi risultati dei LoxIT Poll di questo blog è evidente che Loxmetender risulta essere infestato di coglioni.

Clicca sulla foto qui sopra per poter vedere il video anti-coglioni.

Lox era ancora vivo alle: a 16:24 | link | commenti (9) |


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