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Il calcio è passione, magia e divertimento. Il calcio è poesia, sogni e fantasie.
A CHE GIOCO GIOCHIAMO?
Fabio Capello devemorire?
Lo è per i più piccoli, lo è per i nostri padri e per i nonni che ci hanno parlaato della Grande Ungheria, del Grande Torino, del Bologna che tremare il mondo faceva e della Juve del quinquennio. Lo è stato per me, per noi, per ogni diversa generazione.
Il calcio è cambiato, andando verso un modello più razionale, ricercando sempre più un sostenibilità economica vera, che lo faccia essere un po' più business e un po' meno amatoriale, in modo da garantirne indipendenza e sopravvivenza. Questa svolta è stata necessaria e, anche se ha fatto strizzare l'occhio a molti nostaligici del calcio di una volta (quello del Caffè Borghetti e delle partite tutte la domencia pomeriggio per intenderci), ha dato la possibilità a tutto il movimento di emanciparsi.
Ma anche questa svolta non può prescindere dall'unica vera verità di questo sport. Il calcio è prima di tutto un gioco, e come tale è passione, divertimento e partecipazione.
Il Milan di Berlusconi che è stato forse quello che per primo ha capito e imposto i nuovi sviluppi economici a questo mondo, non ha mai perso di vista questo obbiettivo, non calpesatando quasi mai l'aspetto ludico e fantastico nella gestione del A.C. Milan.
La Juventus ha un'altra storia e un'altra tradizione. E' di questi giorni la meritatissima conferma della "triade", un ristretto gruppo di dirigenti che in questi anni ha coniugato in maniera superba risultati sportivi e risultati economici. Se però un appunto va mosso alla nostra dirigenza è quello di aver troppe volte perso di vista l'aspetto emozionale legato alla squadra. I tifosi non sono dei semplici clienti, sono molto più fedeli dei normali "clienti", ma proprio per questo anche molto più "esigenti". Non è un caso che la Juve abbia sempre affluenze allo stadio insufficenti. Specialmente in coppa.
In questi anni i torti e le "violenze" che la nostra dirigenza ha perpetrato ai danni dell'"immaginario Juve" non si contano più (maglia sporcata con patacche verdi dello sponsor, partita d'addio non concessa a una banidera come Antonio Conte, un sito Internet che è solo una brochure pubblicitaria, cessione di molte delle cosidette bandiere, etc...) alcune sicuramente giustificate dalla logica del profitto, altre decisamente poco lungimiranti.
Credo che l'aver portato Fabio Capello sulla panchina bianconera sia stato in quest'ottica un grave errore.
Il cuore pulsante della tifoseria Juventina, quello che frequenta lo stadio, che segue la squadra in TV e in trasferta, quello che condisce con passione e vitalità le domeniche bianconere non può dimenticare i numerosi affronti, le brutte parole e le OFFESE che questo grande allenatore non ha mai risparmiato durante la sua carriera alla Vecchia Signora.
Non ci si può neppure dimenticare che Capello è stato a lungo immagine (indigesta) del Milan vinci-tutto post-Sacchi e della Roma scudettata. Infine Capello è macinatore di risultati è indubbiamente un grande stratega, ma non si può certo dire che il suo calcio infiammi le platee.
DOPO LA SCONFITTA CONTRO L'ARSENAL, IL NON GIOCO CAPELLIANO, MOLTO PREMIANTE IN CAMPO NAZIONALE, MA MOLTO MENO IN CAMPO EUROPEO, E' ARRIVATO A UN PUNTO DI NON RITORNO.
IL RITORNO CON L'ARSENAL NON SARA' FACILE, LE POSSIBILITA' DI QUALIFICARCI NON SONO SICURAMENTE TANTISSIME, MA SE IMPRESA SARA' NON SI POTRA' NON PASSARE ATTRAVERSO UNA PROVA CONVINCENTE SUL PIANO DEL GIOCO PRIMA ANCORA CHE SU QUELLO DEL TABELLINO.
Ma il dato che ritengo ancora più rilevante della disfatta di Londra è il fatto che ha aperto una voragine tra il tecnico e il popolo bianconero. Questa voragine ritengo che non potrà essere sanata solo con uno strabiliante 3 a 0 al ritorno.
Il dissapore emerso dopo la partita con l'Arsenal da parte di milioni di Juventini non può essere solo figlio di una partita andata storta. Un tecnico che in quasi due anni di permanenza ha avuto il merito di portare alla Juve numerosi campioni e 1 scuddetto e mezzo non può essere crocifisso solo per una partita (seppur cruciale) andata male. C'è di più.
Capello non piace, non fa sognare, non fa divertire, non lo sentiamo dalla nostra parte, e non bastano un paio di balletti il giorno della festa scudetto a conquistare la più vasta tifoseria italiana. I campioni che ha voluto non sono entrati subito nel cuore dei tifosi, come alcuni dei loro predecessori.
Siamo la Juventus cuore e gambe dell'Italia calcistica e vogliamo un tecnico capace di emozionarci e di emozionarsi con noi. Capello è un grande professionista, forse anche il migliore, ma qui non siamo in banca o in una società di consulenza aziendale...il campo ha i suoi riti, i suoi miti e la Juve, noi, la vogliamo sentire nuovamente nostra.
LOX CONDICIO
Sondaggi vietati un mese prima del voto? Ecco i LOXit Poll.
ESIBIZIONISMI Un post che avrei voluto scrivere io.
POETI SANTI NAVIGANTI E … Franco Califano intervistato da Stefano Lorenzetto - Il Foglio Lunedì 13 marzo 2005
Davvero lei pensa che il suo "Tutto il resto è noia" batta uno a zero l'ungarettiano "M'illumino d'immenso"?
"Hai voja! Pure le quartine di Dante".
Veramente sono terzine.
"Ma non danno emozioni. Dovremmo avventurarci un po' sull'attualità"
Mai pianto per una donna?
"No, piango per altre cose"
Mi faccia un esempio.
"Ho pianto per Eddie Guerrero, il campione di Wrestling morto a 38 anni in una stanza d'albergo. I colleghi lo ricordavano sul ring. Ho visto quei volti terribili tornare bambini e non sono riuscito a trattenere le lacrime"
…
MADONNINA SENZA LACRIME Milano non mi ha mai amato. Non dico che mi odi, no questo no. Non lo direi mai, per carità. Milano, mi ha anche accettato di buon grado, mi ha dato un'istruzione universitaria, mi ha dato un lavoro (anzi più d'uno a dire il vero) e anche qualche storiella amorosa negli anni che furono, ma Milano non mi ha mai amato. Non mi ha amato come si fà con un figlio, non mi ha mai dato del tu, non mi ha rimboccato le lenzuola nè mai dato la buona notte. Milano è stata vigile e guardinga, rubizza, drogata e puttana, ma non madre, non sorella, non amante e amata. E io? L'ho frequentata, anche assiduamente, ma senza darle mai troppa confidenza. L'ho seguita fin nei sottoscala rabbecciati del Centro Sociale Leonkavallo (quello con la k). L'ho letta nelle pagine distratte e superflue dell'Andrea G. Pinketts e in quelle favolose di Scerbanenco. Ho pianto il pianto dei fumogeni per un Milan - Juventus andato un po' sopra le righe. Mi sono agitato e stiracchiato sulle poltrone, dure e legnose, del cine Mexico. Ho dato un saggio di me al Litta e al Verdi, fumato al Ravizza, bevuto in Vetra, cantato all'Arena. Ho giocato memorabili partite di scacchi all'imprescindibile torneo di S. Ambrogio del circolo dei Filodrammatici. Ho mangiato al Bagutta, sbadigliato all'Oberdan, pianto di vino e riso di coca. Via Pacini a Lambrate, Via Corridoni dei ricchi che fanno i poveri, via Tertulliano per i borghesi che si credono i ricchi, Via Assab consegnata senza riserva in mani straniere, Via Farini nelle case di ringhiera, Via Novara per amori mercenari e sovversivi dietro le pompe di benzina, via Mortara coi navigli a portata di mano, Via Ricordi per non dimenticare, Corso Magenta, Via dei Piatti, Via Brera, Piazza Gobetti, Viale Richard e la Barona, Via Val Maira e tutta Niguarda non vi ho mai adulato, nè coccolato. Questa distinta città è qua. Io anche: con il cuore altrove.
DUBBI Dio esiste e io?
VESPA A SANREMO Si è chiusa qella che forse è da considerasi come l'edizione del Festival di Sanremo più disastrosa degli ultimi vent'anni. Chi scrive è un fedelissimo della rassegna canora più popolare del Bel Paese, ma le incongruenze e il livello scadente di tutto il festival sono pressocchè inoppugnabili. Le colpe sono molteplici, c'è chi dice che Panariello non fosse il presentatore adatto, c'è chi dice che la formula abbia penalizzato oltremodo le canzoni e gli artisti, c'è chi, infine, discute la scelta delle vallette o il livello sadente degli artisti in gara. Per l'anno prossimo ha già firmato Pippo Baudo che dovrebbe riportare il Festival sui giusti binari. Ma possibile che non ci sia un'alternativa valida al Pippo nazionale per la conduzione del più importante evento mediatico italico? Io un alternativa l'avrei: l'unica possibile. Bruno Vespa presentatore, il quale si presenterebbe vestito di tutto punto e accompaganto da due vallette d'eccezione: Melba Ruffo e Anna Maria Franzone.
MUNDIALITO Dopo Sanremo sarà Pasqua e dopo Pasqua sarà Mondiali. Il toto convocazioni è aperto ormai da mesi. Lippi sembra avere le idee molto chiare io le ho Più di lui. A 100 giorni dal mondiale ecco i miei 23: PORTIERI DIFENSORI CENTROCAMPISTI ATTACCANTI ...e con la morte nel cuore lascerei a casa Alessandro Birindelli e Totò Schillaci l'Isolano. Immagini tratte da: www.panorama.it, www.bbc.co.uk, www.rai.it.
Buffon - Zoff - Peruzzi
Cannavaro Nesta Baresi F. Facchetti Gentile Cabrini Maldini P. (avrei chiamato anche Gaetano Scirea se non fosse venuto a mancare in una tragica serata polacca anni addietro)
Conti B. Donandoni Tardelli Antognoni Rivera Capello Mazzola Totti
Bettega Baggio R. Riva Rossi Del Piero (anche se Gigi Riva ultimamente l'ho visto un po' giù di tono)


SANREMO BELLA GENTE, RICCIA Sanremo vince. Sempre. Ieri sera i 20 secondi di sola voce, senza orchestra e senza accompagnamento, di Riccardo Cocciante hanno ripagato l'intera nazione che come ogni anno si ferma per immolarsi al rito della bella melodia. L'eliminazione di Grignani mi ha colpito al cuore, ma si sa, arrivare ultimi a Sanremo può portar assai bene. E, dopo l'esibizione di Cristicchi nella categoria super "giovani", è ufficiale: i vincitori morali di questo Festival sono i ricci: Cocciante e Cristicchi come nuove gemelle Kessler. Immagini tratte da www.rai.it

